Stadio Olimpico Grande Torino

VISITato per Voi! Stadio Grande Torino

Stadio Olimpico Grande Torino: un’ evoluzione durata 100 anni.

In neanche 100 anni ha cambiato ben 5 nomi: ecco la storia dell’attuale casa del club granata.

Un tuffo nella storia. E’ quello che faranno i tifosi viola che seguiranno la Fiorentina nella trasferta di Torino in programma sabato sera alle 20.30.

Il primo nome dell’impianto sportivo, situato in Piazza D’Armi è stato “Benito Mussolini“. Un nome scelto nel 1932, anno di costruzione, per sostituire i precedenti edifici destinati alla ginnastica. Costruito in epoca fascista, periodo in cui il Regime dava importanza alla salute ed educazione fisica, visto l’assenza di un impianto polisportivo in città. Il nuovo stadio oltre ad un campo di calcio ospitava un campo d’atletica, la piscina e la “torre Maratona”.

Dopo la caduta del regime fascista, la struttura cambiò immediatamente nome diventando più semplicemente “Stadio Comunale”. Quindi, dopo diversi decenni, nel 1986, lo stadio venne intitolato “Vittorio Pozzo”. Quest’ultimo fu l’unico allenatore che con la nazionale azzurra nel 1934 e nel 1938 vinse la Coppa del Mondo ai mondiali oltre che vincere l’Olimpiade del 1936.

Nel 2006, quando Torino ospitò le Olimpiadi invernali, l’edificio cambiò di nuovo denominazione diventando cosi “Olimpico” in onore dei giochi. In questa occasione, fu completamente ristrutturato per ospitare la cerimonia d’apertura e di chiusura dei ventesimi giochi olimpici invernali.
Dal 2016, grazie ad una petizione online promossa dai tifosi granata, si è deciso intitolare l’impianto al Grande Torino, la squadra di calcio che perì a Superga a causa di un incidente aereo il 4 maggio del 1949 tornando da una trasferta in Portogallo.
Con la costruzione successiva dello Juventus Stadio, Torino ad oggi è l’unica città d’Italia ad avere due stadi di calcio differenti per le due squadre cittadine.

Stadio Olimpico Grande Torino

Nel 2006 è stato la sede delle cerimonie di apertura e di chiusura dei XX Giochi olimpici invernali, svoltesi rispettivamente il 10 e il 26 febbraio 2006, e della cerimonia d’apertura dei IX Giochi Paralimpici invernali, svoltasi il 10 marzo 2006.
Al termine di esse lo stadio è tornato a ospitare le partite di calcio quindi delle due squadre cittadine, il Torino e la Juventus. Pur essendo stata fisicamente eliminata la pista di atletica leggera (al suo posto vi è un tappeto in erba sintetica), la distanza tra gli spalti e il terreno di gioco non è cambiata: rimane uno stadio poco adatto al calcio, dove il campo resta lontano, e che si porta appresso infrastrutture inesistenti o desuete.
Tuttavia in sede di ristrutturazione è stato costruito un nuovo parterre, che avvicina di qualche metro gli spettatori delle prime file. I posti riservati agli spettatori disabili in carrozzina sono 80, di cui 64 dislocati in due tribunette poste nel parterre del primo anello dei distinti centrali, 12 nella tribuna centrale e 4 nei palchi.
L’Olimpico è stato il primo stadio in Italia a rispettare interamente i dettami della “Legge Pisanu” in merito alla sicurezza negli stadi. Sono state installate 96 telecamere di videosorveglianza, consentendo alle forze dell’ordine di individuare e identificare i colpevoli degli atti di violenza. La recinzione vetrata, che separa il campo dalla zona spettatori, è mobile; è alta 2,2 metri, ma nelle partite che non destano rischi di ordine pubblico può essere abbassata a 1,1 metro. Inoltre il ricorso alla tecnologia è stato elevato: sotto al terreno di gioco sono state poste delle serpentine per il riscaldamento del campo in caso di temperature rigide e, in caso di pioggia, un sistema automatico provvede a tendere dei teloni a copertura del terreno.

Stadio Olimpico Grande Torino

Nei suoi primi due anni di utilizzo, dal 2006 al 2008, essendo state inserite due distinte fasce di sicurezza per separare le tifoserie ospiti, la capienza effettiva è risultata limitata a 25.500 posti. Durante l’estate del 2008 si sono svolti lavori di ampliamento dei posti disponibili, in vista del ritorno della Juventus in Champions League. Sono stati installati circa 1350 nuovi posti, su quattro file, a ridosso della prima fila di distinti e tribuna, creando un nuovo anello sullo spazio dove era posizionata la vecchia pista, e per favorire la visibilità di queste nuove file di spettatori, nei settori Ovest ed Est le barriere sono state abbassate a 110 cm, rispetto ai 220 cm della conformazione precedente. Infine, sono stati recuperati 650 posti con il ridimensionamento del settore ospiti. La capienza è così diventata di circa 27.500 posti.
Durante l’estate del 2009 sono stati effettuati nuovi lavori, il parapetto di separazione è stato abbassato a 1,10 m in tutti i settori e 444 nuovi posti sono stati aggiunti nella zona parterre, portando la capienza complessiva dello stadio a 27 994 posti. Inoltre, per lo stesso motivo di cui sopra, nel 2012 sono state eliminate le barriere che dividevano la Curva Maratona con la Maratona Laterale (già settore ospiti nelle partite casalinghe della Juventus), permettendo così un ulteriore innalzamento di capienza, dai 27.994 posti del 2009, ai 28.140 attuali.

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Stadio Olimpico Grande Torino

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Stadio Olimpico Grande Torino

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IL MUSEO

Il 13 novembre 2012 l’Olimpico si è arricchito con l’inaugurazione del Museo dello Sport – il primo del genere in Italia – un’esposizione permanente che raccoglie nei locali dello stadio una collezione di cimeli e memorabilia dei campioni di ogni sport: un progetto che, come detto sopra, era stato già proposto nell’aprile 1993 come parte di un “villaggio dello sport” nell’impianto di Santa Rita.
Nonostante la ricca collezione, il museo non ha riscosso il successo sperato e la mancanza di un flusso di visitatori consistente ha portato, il 6 agosto 2015, alla sua definitiva chiusura.

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